Descrizione
Il Rilievo rappresenta un ambiente dell’enkoimeterion, mostra tre momenti significativi del soggiorno del postulante nel santuario di guarigione. La narrazione degli eventi inizia a sinistra, dove è rappresentato Anfiarao (a grandezza maggiore del paziente), appoggiato a un bastone intento a intervenire con uno strumento sulla spalla destra di Archino. Segue una scena di enkoimeterion, dove il malato, disteso su una kline, viene sovrastato dal serpente sacro e toccato sulla spalla destra. La terza immagine, all’estremità destra del pinax, mostra Archino indicare, con la mano destra, la tabella votiva posta su una stele: si tratta dell’offerta a ringraziamento
dell’avvenuta guarigione.
Anfiarao è un personaggio della mitologia greca, figlio di Oicle (o, secondo un’altra versione, di Apollo) e di Ipermnestra.
Anfiarao aveva avuto in dono da Apollo la preveggenza e diventò l’indovino della città di Argo e dove aveva sposato Erifile (la sorella del re Adrasto), che gli diede due figli, Anfiloco e Alcmeone. Grazie alle sue doti, Anfiarao previde il fallimento della spedizione dei Sette contro Tebe e rifiutò di accompagnarli ma la presenza di Anfiarao era necessaria, poiché serviva un’ultima persona fidata che presidiasse la settima porta di Tebe. Anfiarao si nascose in un luogo noto solo a sua moglie ma essa si fece corrompere da Polinice che in cambio della rivelazione del nascondiglio le promise la collana dell’eterna giovinezza, appartenuta ad Armonia.
Anfiarao fu costretto a partire, ma prima di iniziare il fatale viaggio chiese a suo figlio Alcmeone di vendicare la propria morte uccidendo la madre. Una volta a Tebe, Anfiarao ebbe l’incarico di attaccare la porta di Omoloide, ma fu sconfitto e le sue truppe disperse. Anfiarao fu costretto alla fuga e solo l’intervento di Zeus impedì che venisse ucciso dai soldati tebani. Il dio decise di farlo precipitare in una fossa aperta con uno dei suoi fulmini, e fece sì che quel luogo diventasse sacro, con un oracolo. Anfiarao cadde nelle viscere della terra e precipitò direttamente nell’Oltretomba al cospetto di Minosse, che se lo vide arrivare con l’armatura e il carro da guerra. La sua storia è raccontata da vari poeti, la versione più celebre è forse quella nella Tebaide di Stazio.
È stata formulata l’ipotesi che uno dei due Bronzi di Riace, custoditi presso il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, raffiguri proprio Anfiarao.
Periodo dell’originale: IV secolo a.C.
Materiale: fusione/argilla
Colore: Disponibile nelle varianti Classico terracotta – Argilla Bianca – Patinatura oro – Patinatura argento – Patinatura bronzo. Su richiesta si possono realizzare colori/patinature personalizzati da specificare al momento dell’ordine nelle note.
Dimensioni: 19×14 cm (7,78 pollici x 5,51 pollici)
Spessore: da 1,5 a 4 cm (0,59/1,57 pollici)
Ogni opera ha la sua storia, i dettagli sono differenti, così come i difetti o la colorazione che caratterizzano il prodotto rendendolo unico, le piccole imperfezioni sono indice di una lavorazione artigianale della terracotta cosi come la tradizione tramanda da secoli.






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