STATERE DI SIBARI PATINATURA BRONZO

36.60 Iva inclusa

Riproduzione artigianale bassorilievo in terracotta dello Statere di Sibari raffigurante toro retrospicente 550 – 510. a.C. diametro 16 cm

Originale dello Statere

Disponibile in varie colorazioni/patinature

 

 

COD: MN07 PATINATURA BRONZO Categoria: Tag:

Descrizione

Le prime esperienze monetali in Italia avvennero nelle colonie achee dell’Italia meridionale in un periodo stimabile intorno al 550 a.C. Questa arcaica monetazione venne prodotta con una particolarissima tecnica che le rese del tutto originali, se non uniche nel panorama numismatico classico: il diritto si presenta in rilievo, un tipo molto simile, ma non identico, è ripetuto sul rovescio ma in incuso. L’abilità degli antichi incisori fece sì che le due immagini corrispondessero perfettamente, tanto da far pensare a monete prodotte con una tecnica a sbalzo o a un brockage (battitura a specchio).
Le città che produssero monete incuse furono Crotone, Sibari, Siri, Metaponto, Poseidonia, Caulonia, Taranto, Reggio e Zancle. Le emissioni, anche se diversificate geograficamente, furono molto omogenee per la tecnica e lo stile adottato.

La città di Sibari fu fondata alla fine dell’VIII secolo da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso. Fu una delle città più ricche della Magna Grecia fino alla sua distruzione da parte di Crotone nel 510 a.C., che, conquistata la città, deviarono il fiume e la sommersero. A questo periodo risale la prima coniazione sibarita, compresa nella cosiddetta monetazione incusa. Nel 453 fu ricostruita con l’aiuto degli abitanti di Poseidonia (Paestum), centro che era stato fondato da un gruppo di abitanti della stessa Sybaris. Fu nuovamente distrutta da Crotone dopo cinque anni. In seguito, nel 444-443 a.C. ci fu una nuova fondazione, panellenica. Poco dopo la città cambiò il proprio nome e prese quello di Thurii.

Le monete di Sibari, una colonia greca fondata nell’Italia meridionale da achei e da abitanti di Trezene, mostrano al dritto e al rovescio la figura di un toro che guarda indietro. Questo è incorniciato da un intreccio e si trova su una linea di esergo, anch’essa modellata. Sotto la linea di esergo o nel campo ci sono di tanto in tanto, in alfabeto greco, le prime lettere della città, ΣY. La scelta di questo tipo non è chiara: il toro potrebbe fare riferimento alla ricchezza della città e alla origine di questa, l’allevamento degli animali; l toro potrebbe anche rappresentare la divinità fluviale del fiume di Sibari, il Krathis. Anche le colonie di Sibari come Poseidonia, Laos, Skidros, Siris e Pyxous, usavano l’immagine del toro sulle loro monete.

Laos, dove si rifugiarono molti abitanti di Sibari dopo la sua distruzione nel 510 a.C., sulle sue monete è raffigurato da una divinità fluviale con faccia umana[3]. Questo tipo può essere stato influenzato dal toro di Sibari, dato che entrambi guardano indietro. Siris e Pyxos assumono, per una emissione comune, i tipi di Sibari e vi scrivono i nomi delle loro città. Anche l’emissione congiunta di Sibari e Crotone mostra il tipo del toro. La presenza del toro sul rovescio indica i rapporti di forza tra le due città

Periodo dell’originale: 550 – 510. A.C.
Materiale: fusione/argilla
Colore: Disponibile nelle varianti Classico terracotta – Argilla Bianca – Patinatura oro – Patinatura argento – Patinatura bronzo. Su richiesta si possono realizzare colori/patinature personalizzati da specificare al momento dell’ordine nelle note.
Diametro: 16 cm  (6,2 pollici)
Spessore: 1,5/2 cm (0,59/0,78 pollici)

Ogni opera ha la sua storia, i dettagli sono differenti, così come i difetti o la colorazione che caratterizzano il prodotto rendendolo unico, le piccole imperfezioni sono indice di una lavorazione artigianale della terracotta cosi come la tradizione tramanda da secoli.

 

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