STATERE DI TARANTO ARGILLA BIANCA

36.60 Iva inclusa

Riproduzione artigianale bassorilievo in terracotta dello Statere di Taranto raffigurante Taras  su un delfino 380-345 a.C. diametro 20 cm

Originale dello Statere

Disponibile in varie colorazioni/patinature

 

 

COD: MN08 ARGILLA BIANCA Categoria: Tag:

Descrizione

Le prime esperienze monetali in Italia avvennero nelle colonie achee dell’Italia meridionale in un periodo stimabile intorno al 550 a.C. Questa arcaica monetazione venne prodotta con una particolarissima tecnica che le rese del tutto originali, se non uniche nel panorama numismatico classico: il diritto si presenta in rilievo, un tipo molto simile, ma non identico, è ripetuto sul rovescio ma in incuso. L’abilità degli antichi incisori fece sì che le due immagini corrispondessero perfettamente, tanto da far pensare a monete prodotte con una tecnica a sbalzo o a un brockage (battitura a specchio).
Le città che produssero monete incuse furono Crotone, Sibari, Siri, Metaponto, Poseidonia, Caulonia, Taranto, Reggio e Zancle. Le emissioni, anche se diversificate geograficamente, furono molto omogenee per la tecnica e lo stile adottato.

La cronologia tradizionale assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, parlano del trasferimento in questa zona dello spartano Falanto, figlio del nobile Arato e discendente di Eracle di VIII generazione, e di altri compatrioti detti Parteni, per necessità di espansione o per questioni commerciali. Questi, approdando sul promontorio di Saturo e fissando i primi insediamenti portarono una nuova linfa di civiltà e di tradizioni. La struttura sociale della colonia sviluppò nel tempo una vera e propria cultura aristocratica, la cui ricchezza proveniva, probabilmente, dallo sfruttamento delle risorse del fertile territorio circostante, che venne popolato e difeso da una serie di phrouria tra le quali Pezza Petrosa, piccoli centri fortificati in posizione strategica. Taranto ha quindi origini antichissime. Durante il periodo della colonizzazione greca sulle coste dell’Italia meridionale, la città fu tra le più importanti della Magna Grecia. In quel periodo, infatti, divenne una potenza economica militare e culturale, che diede i natali a filosofi, strateghi, scrittori e atleti, diventando anche sede della scuola pitagorica tarantina, la seconda più importante dopo quella di Crotone. A partire dal 367 a.C., fu la città più potente tra quelle che costituirono la Lega italiota. Nel 281 a.C. entrò in conflitto con Roma (guerra tarentina) insieme al suo alleato Pirro, Re dell’Epiro, ma capitolò definitivamente nel 272 a.C. Durante la seconda guerra punica, Taranto aprì le porte ad Annibale nel 212 a.C., ma fu punita tre anni dopo con la strage dei suoi cittadini e col saccheggio quando Fabio Massimo la riconquistò. Nel 125 a.C. vi fu dedotta una colonia romana (colonia neptunia), mentre nel 90 a.C. fu eretta a Municipium con la Lex municipii Tarentini. Nel periodo neroniano Taranto viene scelta come meta di stanziamento di una grande quantità di veterani di guerra che militarono in diverse legioni, tra cui la V Macedonica, la XII Fulminata e la IIII Scythica.

La moneta raffigura un giovane su un delfino: per alcuni si tratta dell’eroe Taras, da cui la città prese il nome; per altri, invece, raffigura l’eroe fondatore spartano Phalantos.

Periodo dell’originale: : 380-345 a.C.
Materiale: fusione/argilla
Colore: Disponibile nelle varianti Classico terracotta – Argilla Bianca – Patinatura oro – Patinatura argento – Patinatura bronzo. Su richiesta si possono realizzare colori/patinature personalizzati da specificare al momento dell’ordine nelle note.
Diametro: 20 cm  (7,87 pollici)
Spessore: 1,5/2 cm (0,59/0,78 pollici)

Ogni opera ha la sua storia, i dettagli sono differenti, così come i difetti o la colorazione che caratterizzano il prodotto rendendolo unico, le piccole imperfezioni sono indice di una lavorazione artigianale della terracotta cosi come la tradizione tramanda da secoli.

 

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